La Storia

ATMA

Dal sanscrito: “Respiro”, termine utilizzato dalla cultura araba per identificare il Monte Etna. Fin dove può portare la sete di potere?

È la storia del gigante Encelado, una creatura metà uomo e metà bestia.

Aveva manacce grandi come piazze, barba incolta, sopraccigli folti e grossi come cespugli, una bocca interminabile che pareva una fornace. Quando si arrabbiava, buttava fuori scintille di fuoco, le quali gli bruciacchiavano la barba e i capelli, che però ricrescevano dopo un momento più folti di prima.

I giganti minori lo temevano e non contrastavano il suo volere per paura di vedersi colpire da quelle fiammate così potenti.

L’accecante sete di potere, portò Encelado, insieme ad altri giganti a partecipare alla cosiddetta “Gigantomachia”, la battaglia tra i Giganti e gli dei dell'Olimpo, per arrivare al cielo e togliere il potere a Giove, per comandare in sua vece.

Encelado ordinò agli altri giganti di posare l’uno sull’altro i cucuzzoli dei monti più alti.

Presero il monte Bianco, le montagne asiatiche, il Pindo della Grecia, ma la meta era ancora tanto lontana.

“Prendete i monti africani..”- gridava infuriato Encelado “..e arriveremo al cielo”.

Li presero tutti; erano quasi arrivati al trono di Giove quando questi, irato per tanta arroganza, scagliò con la sua possente mano un fulmine che infiammò il cielo e raggiunse i giganti accecandoli e rovesciandoli a terra violentemente.

Encelado e i suoi fratelli giganti, contorcendosi dal dolore, urlavano in modo disumano; ma il dio dell'Olimpo, non ancora sazio di vendetta, con un altro fulmine colpì il cumulo delle montagne che rotolarono di qua e di là schiacciando i corpi dei ribelli.

Encelado, ridotto a pezzi, restò sepolto sotto l'Etna.

Era ancora vivo, ma non poteva muoversi, né riusciva a scuotere la montagna che gli stava sopra: aveva di colpo perduto la sua forza e sentì ardere nel petto la sua furia repressa.

Cominciò a buttare fuori dalla bocca fiamme, faville, fumo e brace, che salirono fino al cucuzzolo dell'Etna, da cui uscirono emettendo un rombo violentissimo.

La lava fusa dal respiro di Encelado cominciò a scendere lungo i pendii dei monti distruggendo ogni cosa, praterie, case, fienili e costringendo la gente a fuggire, gridando spaventata:
- L'Etna fuma!

Poi Encelado improvvisamente si calmò. Ma la rabbia del gigante, rimasto immobile sotto la montagna, non si è ancora placata e di tanto in tanto esplode emettendo colate di fuoco.

Il suo corpo giace disteso sotto la Sicilia con l’alluce del piede destro sotto il Monte Erice, la gamba destra verso Palermo, l’altra verso Mazara, il busto stia al centro dell’isola sotto Enna, le braccia verso Messina una e verso Siracusa l’altra, la testa e la sua bocca sotto l’Etna che sputa fuoco ad ogni grido del gigante.

Ogni tanto la temibile creatura, cerca di sollevarsi e allora la Sicilia è scossa da un terremoto, ma la dea veglia e impedisce il suo risveglio. Il mito narra che l’attività vulcanica dell’Etna sia originata proprio dal respiro infuocato di Encelado, mentre i sussulti della terra, durante i terremoti, dal suo rotolarsi sotto la montagna a causa delle dolenti ferite.

Abbiamo provato a racchiudere la storia, la rabbia e il respiro infuocato di Encelado in una fragranza unica.

E ci siamo riusciti!

Profumo evocativo

ATMA

Pensato per ricreare odori e sensazioni derivanti dall’eruzione di un vulcano. Studiato sulla base della lava Etnea, creato giocando con elementi pirogenati, per ricreare la sensazione di fumo tipico di un ambiente incendiato e terroso.

La Storia

ATMA

Note di testa:
- Accordo di fumo: combinazione di elementi ottenuti tramite processi (di estrazione) distruttivi della materia chiamati Pirogenati, tipico sentore di fumo e legno bruciato;
- Pepe nero: dona un sentore terpenico (pungente), crea un legame con la nota metallica;
- Nota metallica: realizzata sinteticamente tramite un ossido, conferisce un sentore tipico della fusione del metallo o minerale;

Note di cuore:
- Vetiver: ingrediente usato in profumeria sin dall’antichità, responsabile dell’odore legnoso e di suolo bagnato;
- Legno di Cedro: tipico odore di matita, di legno resinoso;
- Incenso pirogenato: Odore diffusivo, fresco e terpenico. Leggerissime note di Limone, verdi e pepate ammorbidite da un corpo ricco, legnoso, dolce e balsamico. Si lega bene alle note legnose, conferisce tenacia;

Note di fondo:
- Ambre secche: Molecole nuove ad alto peso molecolare, assimilano le molecole più leggere per estenderne la longevità ed ampliarne la proiezione.
- Radici e terra: Frazione dello stesso Vetiver usato nel cuore della fragranza, amplia e completa il sentore terroso.

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